giovedì 22 luglio 2021

La Chimera fra mito e realtà archeologica

di Mario Pagni

La chimera statua bronzea

Fra i reperti archeologici di inestimabile valore sia storico che artistico vi è quella che comunemente viene chiamata la Chimera di Arezzo nome dato dalla sua città di provenienza dove venne scoperta presso le antiche mura nel 1553 ma attualmente degnamente ospitata nei locali del Museo Archeologico Nazionale di Firenze. Si tratta di una scultura in bronzo di epoca etrusca ma più volte appartenuta ad importanti famiglie fiorentine compresa la pregiata collezione medicea.

Fin dal suo ritrovamento questo magnifico bronzo destò interesse di vari artisti, tra cui lo scultore del Cinquecento Benvenuto Cellini  che, secondo la tradizione, ne curò il primo restauro. Considerata dai Medici, che governavano Firenze, un vero e proprio trofeo archeologico, la Chimera venne subito trasportata in città come simbolo propagandistico della loro politica.

lunedì 19 luglio 2021

I misteri di Celestino V

di Chiara Sacchetti

Abbiamo già parlato della vita di Celestino V, il papa che dopo solo 4 mesi dall’elezione decise di abbandonare la carica per ritirarsi a vita privata, ma finì per essere imprigionato dal suo successore Bonifacio VIII nelle carceri del suo castello dove appena un anno dopo, in circostanze non ancora del tutto chiarite, morì in odore di santità.

L'incoronazione di Celestino V

Il suo brevissimo papato e la sua figura di esempio perfetto di ascesi e religione hanno portato a credere e ritenere quel gesto così fuori dall’ordinario, un segno di qualcosa di misterioso e legato a personaggi e oggetti che ancora oggi sono ritenuti misteriosi. In particolare si pensa infatti che quell’improvvisa decisione celi nella realtà la fine di un compito che gli era stato assegnato, come un mandato, finito il quale non aveva più senso continuare a rimanere. Ma cosa c’è di vero? E a chi e cosa ci riferiamo?

giovedì 15 luglio 2021

Etruschi e Templari a Tarquinia

Usi e simbologie comuni a distanza di secoli

di Mario Pagni

Tomba Bartoccini

“Noi ragioniamo con la testa di oggi, ma è ovvio che duemila e più anni di Cristianesimo hanno totalmente rivoluzionato la nostra percezione della nudità, del sesso. Loro avevano evidentemente un’altra visione rispetto alla nostra…». Valgono le parole della direttrice della necropoli etrusca di Tarquinia, Maria Gabriella Scapaticci  per quella sinuosa danzatrice nuda appena ammirata in uno dei celeberrimi sepolcri dipinti, caratteristici di questa straordinaria area archeologica che l’Unesco riconobbe Patrimonio dell’umanità il 4 luglio di dieci anni fa.”

lunedì 12 luglio 2021

Celestino V il Papa del rifiuto

di Chiara Sacchetti

È passato alla storia come il Papa del “Gran Rifiuto”, quello che a pochissimi mesi dall’elezione al Soglio Pontificio, decise di ritirarsi da quella vita e lasciare ad altri l’incarico. Su di lui tante voci e tante leggende, legate a figure e personaggi leggendari come i Cavalieri Templari e la Sacra Sindone. Ma chi è stato davvero Pietro da Morrone, ossia Celestino V?

Penultimo di dodici figli, Pietro nacque da Angelo Angelerio e Maria Leone, due contadini, forse ad Isernia o a Sant’Angelo Limosano in un anno fra il 1209 e il 1215:  una delle fonti più sicure sulla sua vita, ci racconta che al momento della morte nel 1296 Celestino aveva 87 anni e quindi si fa sempre più certa la data  anteriore del 1209.

Celestino V

La breve esperienza nel monastero benedettino di Santa Maria in Faifoli portò alla luce la sua predisposizione all’ascetismo e alla vita solitaria, tanto che Pietro si convinse a ritirarsi in una caverna sul Monte Morrone, sopra Sulmona fino al 1240 quando si trasferì a Roma per un anno. Qui infatti studiò per prendere gli ordini sacerdotali ma ritornò subito all’eremitismo sul suo Monte: per cinque anni visse in una  grotta poi si rifugiò in un’altra in un luogo ancora più difficile presso il Monte della Maiella, dalla quale si allontanò soltanto per recarsi da papa Gregorio X e vedersi riconosciuta la sua Congregazione, sorta da un ramo dei benedettini e chiamata inizialmente “dei frati di Pietro da Morrone” (poi Celestini), nata presso l’Eremo di Sant’Onofrio al Morrone. Nel 1273 la sua Congregazione rischiava però la soppressione ed egli dovette recarsi a Lione per il Concilio II dove fu accolto con favore, tanto che si dice che ottenne la Bolla di conferma del suo ordine 46 giorni prima del Concilio; intanto la sua figura aveva già odore di santità per la vita che conduceva tanto che il Papa stesso gli chiese di celebrare Messa.

giovedì 8 luglio 2021

Segni e simboli magici

di Mario Pagni

L'uroboro

È consuetudine definire “magico” quel modo di pensare al confine fra religione e scienza che invece della logica causale cui siamo abituati, si serve delle corrispondenze e delle “sincronie” (“come qui, anche là”). Alla sua base vi è una concezione del mondo diversa da quella oggi dominante. I problemi di causa, effetto, scopo, fondamentali per la nostra civiltà, dicono ben poco alla mentalità magica. Per questa hanno valore le corrispondenze fra gli eventi (ad esempio fra il macrocosmo del mondo stellare ed il microcosmo dell’uomo, oppure fra i prodotti chimici degli alchimisti e la loro anima) e non la ricerca delle loro cause.

L’astrologia è qualche cosa di più e di diverso da una astrologia pre-scientifica, l’alchimia qualche cosa di più e di diverso da una chimica pre-scientifica. Alla base di ogni loro sforzo vi è l’Uomo come piccolo cosmo inserito nella totalità dell’universo. La sua legittimità deriverebbe dal macrocosmo e la sua interiorità si purificherebbe e si nobiliterebbe insieme alle cose terrene elevandosi verso un regno sempre più spirituale.

lunedì 5 luglio 2021

Silvestro II il Papa Mago

di Chiara Sacchetti

È una delle figure della Chiesa Cattolica più misteriose e singolari, passato alla storia come il Papa Mago, colui che avrebbe instaurato una relazione con una strega, dalla quale avrebbe, con un patto con lei, saputo tutte le conoscenze, anche e soprattutto quelle occulte, e tenuto con sé oggetti magici e diabolici ma che nella realtà fu un grande studioso e autore di molti scritti di vario genere. Sto parlando di Silvestro II, uno dei Papi più oscuri e discussi e del quale resta la famosa frase del suo anello “Sic transit gloria mundi”.

Papa Silvestro II

Secondo il Liber Pontificali, Gerberto (vero nome di papa Silvestro II) nacque nell’attuale Alvernia, una regione della Francia meridionale che al tempo faceva parte del Ducato d’Aquitania, da una famiglia piuttosto umile in un anno compreso fra il 940 e 950. Da giovanissimo fu portato al Monastero benedettino di San Geraldo di Aurillac, dove imparò le arti liberali, la grammatica, la retorica con i testi antichi classici e dove poi venne ordinato monaco. Maestro del suo sapere fu Raimondo di Lavaur che rese Gerberto un uomo di una immensa e vasta cultura: questi e il monaco Gerardo furono uomini importantissimi per la formazione di Gerberto e a loro restò sempre legato da una profonda e intima amicizia, come confermano le lettere che nel corso della vita si scambiarono.

giovedì 1 luglio 2021

I Simboli Cristiani

di Mario Pagni

Pulpito della pieve di Gropina (AR) con gli evangelisti

Esempi di monogrammi di Gesù con la croce. La linea superiore viene interpretata come segno di santità e quindi dello Spirito Santo. Il primo simbolo sopra rappresenta l’emblema dei Gesuiti (IN HOC SIGNO) (da completare con VINCES le parole della visione di Costantino). Le croci a seguire di più familiare interesse riguardano il periodo medievale e vengono usate sia come stemmi che come vessilli. In ordine la prima è la croce di San Giovanni o di Malta che ebbero la stessa origine. La seconda è la tipica croce patente, derivata dalla “crux quadrata” e molto simile ad essa. È una forma che compare spesso sui bassorilievi delle chiese antiche ma anche come origine sulla balaustra del coro della chiesa bizantina di Advat (Israele). In ultimo una croce “pomata”.