giovedì 21 aprile 2022

La leggenda della strega di Berkeley

di Mario Pagni

Il corpo della strega e il diavolo

Prendiamo spunto dal “curioso” ritrovamento archeologico avvenuto a ben 20 metri di profondità sotto la chiesa cattedrale di Notre Dame a Parigi di un sarcofago in piombo sagomato in forma umana attualmente allo studio e che sta destando molta curiosità anche sul Web.

Nell’attesa che venga fatta piena luce sul ritrovamento in questione vi raccontiamo quanto avvenne a Berkeley alcuni secoli fa: In quel periodo circolavano spesso per l’Europa, in veste di racconto o di ballata dei cantastorie, numerose storie di streghe ma che oggi è difficile se non impossibile stabilire il loro grado di veridicità. Quella della strega di Berkeley è particolarmente interessante ma anche inquietante perché è fra le prime (come citano le fonti), nelle quali si parla di un vero e proprio patto con il diavolo che appare in forma umana.

giovedì 14 aprile 2022

Buona Pasqua da Le Vie della Conoscenza

TANTI CARI AUGURI DI UNA SERENA E FELICE PASQUA!!!

Le Vie della Conoscenza prende una piccola pausa per queste feste di Pasqua riprenderemo i nostri appuntamenti giovedì 21 aprile sempre con un occhio all'esoterismo ai misteri e a quanto ancora non conosciamo bene!!! Perché Le Vie della Conoscenza sono infinite!!!



 

lunedì 11 aprile 2022

Significati e simbologia dell’Ultima Cena

di Chiara Sacchetti

È uno dei quadri più raffigurati nella storia dell’arte oltre ad essere uno dei momenti della storia “cristiana” più importanti e significativi, ma cosa racconta l’Ultima Cena? E soprattutto quali sono i significati e le simbologie legate a questo  episodio essenziale per i cristiani?

Quando parliamo dell’Ultima Cena raccontiamo il momento in cui Gesù si congedò dai suoi discepoli insegnando loro il rituale che ancora oggi nella Santa Messa viene celebrato e ricordato al momento dell’Eucarestia, e in cui predisse quanto sarebbe accaduto quella notte, il tradimento e la morte. Una sorta di testamento, ma anche di insegnamento da affidare ai posteri.

Giotto, L'Ultima Cena

Il pasto consumato da Gesù e dai suoi discepoli rispecchia esattamente quello della tradizione ebraica della Pasqua, chiamata Pesach, in cui vengono riproposti i cibi che richiamano alle simbologie della schiavitù in Egitto e soprattutto della fuga e liberazione grazie a Mosè; e quindi troviamo il pane azzimo, non lievitato per la mancanza di tempo e la necessità di fuggire presto; le erbe amare, ossia la lattuga, la cicoria selvatica o il sedano, tutte comunque crude che ricordano l’amarezza e le difficoltà di quegli anni e che rimandano anche al tradimento con la frase espressa da Cristo "Colui che ha intinto con me la mano nel piatto, quello mi tradirà" (Matteo,n 26, 1-2); l’agnello, sacrificato al posto dei bambini e in ricordo del suo sangue versato  che li aveva salvati, e una salsa, il Charoset, che richiama la malta usata dagli ebrei per le costruzioni egiziane  fatta con mela, melagrana, fico, dattero, mandorla, noce, cosparse di cannella e cinnamomo, a simboleggiare la paglia che si mischiava al fango.

giovedì 7 aprile 2022

La tradizione dell’uovo di Pasqua fra storia e leggenda

di Mario Pagni

L'uovo, per tutte le culture antiche, aveva un valore simbolico enorme: era il simbolo della vita e della rinascita.  Il cristianesimo ha  come spesso accade reinterpretato questa tradizione alla luce delle Nuove Scritture.

Uovo e serpente

Nonostante i cambiamenti continui e spesso repentini ai quali ci ha abituato la modernità, alcune vecchie tradizioni che a loro volta attingono a leggende e abitudini ancora precedenti che si perdono nella notte dei tempi, mantengono la loro valenza e importanza anche antropologica. Fra queste il tanto amato uovo di Pasqua al buon sapore di cioccolato al latte o fondente che al proprio interno nascondeva e nasconde ancora oggi la “sorpresa” tanto cara ai piccoli ma anche ai loro genitori. Vediamo se pur brevemente a cosa risale questo ottimo alimento tipico di questo periodo e in particolare aperto e mangiato proprio nel giorno della resurrezione di nostro Signore Gesù Cristo. Un breve ma necessario passo indietro ci porta però prima a trattare del simbolismo dell’uovo dal punto di vista storico ma anche esoterico.

Il simbolo dell’Uovo cosmico

Esso si riscontra abbondantemente nelle varie culture del mondo. A livello universale, l’uovo è associato alla stessa creazione, e addirittura all’origine ed alla nascita del mondo. Esso contiene l’embrione stesso della vita e secondo numerose cosmogonie è proprio l’Universo che sarebbe nato da un gigantesco uovo (uovo cosmico). Per questo simbolicamente esso evoca la purezza originaria alla quale il vero uomo saggio al termine del suo cammino spirituale farebbe sempre e costantemente riferimento e ritorno.

lunedì 4 aprile 2022

Girolamo Cardano, il medico inventore rinascimentale

di ChiaraSacchetti

 

Figlio illegittimo di Fazio Cardano, un giurista molto importante tanto che perfino Leonardo da Vinci lo consultò, Girolamo venne al mondo il 24 settembre 1501 e ancora prima di nascere la sua vita fu difficile e complicata. L’uomo, infatti conobbe la futura madre di Cardano, la vedova Chiara Micheri che aveva già tre figli a Milano e se ne innamorò tanto che lei rimase incinta. Non essendo sposata e vivendo ancora con la famiglia del defunto marito, Chiara, grazie all’aiuto di un amico di Fazio, venne assunta come governante presso il patrizio Isidoro Resta, per limitare lo scandalo. I figli di lei però si ammalarono la peste e morirono a poca distanza l’uno dall’altro e la donna disperata tentò l’aborto ma senza fortuna; ancora piccolo, a soli 3 anni, lo stesso Gerolamo contrasse il morbo assieme alla balia che ne morì mentre lui riuscì a sopravvivere.

Girolamo Cardano
Girolamo Cardano

La sua vita cominciò a riprendere verso i 7 anni, quando ripresosi dalla peste, andò ad abitare assieme alla madre e alla balia a Milano dove si trasferì poco dopo anche il padre che negli anni successivi riuscì a regolarizzare l’unione con Chiara Micheri.

Gerolamo passò la sua infanzia e l’adolescenza seguendo il padre nei suoi viaggi di lavoro e saltuariamente anche studiando. A 17 anni invece si iscrisse all’università, prima a Pavia e poi a Mantova, per intraprendere gli studi di matematica e medicina anche se il padre avrebbe preferito seguisse le sue orme legali.

giovedì 31 marzo 2022

I perché delle Vie della Conoscenza

di Mario Pagni

Prime tracce di civiltà

Ci siamo spesso chiesti le ragioni che ci hanno spinto a creare una paginetta Facebook dedicata proprio alle “Vie della Conoscenza”, in fondo già tutti i vari mezzi d’informazione sia antichi che moderni  dalle fonti storiche e d’archivio ai recentissimi mezzi informatici, hanno da sempre ben tracciato l’essenziale racconto legato all’essere umano e alla sua permanenza da millenni sulla faccia della Terra. E allora perché insistere sull’argomento visto che prima o poi anche la storia (quella vera) specialmente dopo qualche annetto dagli eventi sia lieti che tragici che ci hanno accompagnato in precedenza, finirà per ben delineare l’esatto (o quasi) accaduto con sufficienti e forse anche giuste precisazioni in merito allo stesso. Forse un motivo c’è, o forse più di un motivo e lo stiamo vivendo proprio in questi tempi di guerre e pandemie, perché dentro di noi e in particolare dentro a chi vi scrive, si ha come la sensazione (anche abbastanza forte) che non tutto ci venga effettivamente raccontato, come se dietro agli eventi stessi ci fosse sempre un’ombra permanente di fatti altrettanto reali che non vengono quasi mai riportati per intero per i più disparati motivi, ignoti alla maggioranza della popolazione. Il lessico moderno recente ha definito con la sola semplice parola “dietrologia” francamente anche bruttina come terminologia, questo tipo di “sensazione” ovvero il sospetto sempre perenne che “dietro” alla notizia ufficiale trasmessa dai nostri informati “Mass Media” ci sia ben altro. Il problema più grave sarebbe che tutto questo non accade solo oggi ma da tempi storici immemorabili, come se un filo conduttore parallelo alla realtà della notizia trasmessa ci avesse da sempre seguito con ben altri occulti argomenti in merito all’accadimento dei fatti.

lunedì 28 marzo 2022

Il pensiero eretico di Giordano Bruno

di Chiara Sacchetti

Abbiamo già conosciuto Giordano Bruno, frate domenicano che abbandonò gli abiti religiosi per le sue convinzioni e soprattutto per le persecuzioni che nel corso della sua vita dovette subire e della quale l’ultima lo condusse alla morte sul rogo.

Ma perché questo frate venne perseguitato e condannato a morte?

Giordano Bruno

Va detto che già nei primi anni della sua vita al convento domenicano di Napoli il filosofo aveva dato prova del suo modo fuori dalle righe di pensare e di agire. Parlando con un ospite, Agostino da Montalcino anch’egli frate domenicano in visita, Giordano ebbe infatti a dire che «Ario diceva che il Verbo non era creatore né creatura, ma medio intra il creatore e la creatura, come il verbo è mezzo intra il dicente ed il detto, e però essere detto primogenito avanti tutte le creature, non dal quale ma per il quale è stata creata ogni cosa, non al quale ma per il quale si refferisce e ritorna ogni cosa all'ultimo fine, che è il Padre, essagerandomi sopra questo. Per il che fui tolto in suspetto e processato, tra le altre cose, forsi de questo ancora». L’affermazione provocò la denuncia da parte del confratello e la successiva istituzione di un processo contro Bruno che fu costretto a partire per Roma per evitare la procedura. Ma ancor prima, quando dopo aver buttato via tutte le immagini dei santi che aveva lasciando soltanto quella di Cristo in croce, Bruno si rivolse ad un suo confratello che stava leggendo la Historia delle sette allegrezze della Madonna invitandolo a buttare via quel libretto.

Si capisce bene come già nei primi anni della sua vita religiosa Bruno mostrasse segni di insofferenza e di un libero e indipendente pensiero che mal si conciliava con i canoni e i dogmi che la Chiesa imponeva.